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Hai appena attivato una nuova offerta internet a casa e, guardando la bolletta, noti una voce che non ti aspettavi: rata modem. A volte è indicata in modo chiaro, altre volte è nascosta nel canone mensile senza che tu l’abbia mai richiesta esplicitamente. Altre volte ancora il problema è ancora più fastidioso: possiedi già un router compatibile, hai detto all’operatore che non ti serve un nuovo dispositivo, eppure ti ritrovi a pagare lo stesso. In questa guida vediamo cos’è e quando viene imposto il modem a rate senza consenso, cosa dice la normativa e come tutelarti in merito.
Indice
Quando si sottoscrive un’offerta internet per casa, molti operatori forniscono un dispositivo Wi-Fi incluso nella promozione. Il modem può essere dato in comodato d’uso (ossia rimane di proprietà dell’operatore e va restituito in caso di recesso) oppure venduto a rate, con il costo dilazionato nel canone mensile per un periodo che va tipicamente da 24 a 48 mesi.
Nel secondo caso il costo del modem viene aggiunto alla bolletta come voce separata oppure incorporato direttamente nel canone senza che la sua presenza sia immediatamente visibile. In media il dispositivo ha un valore compreso tra €100 e €160, spalmato in rate mensili che possono oscillare tra €3 e €7 al mese. L’importo può sembrare irrilevante, ma si accumula nel tempo e, soprattutto, genera conseguenze economiche pesanti in caso di recesso anticipato.
Il problema più diffuso è la scarsa trasparenza nella comunicazione commerciale. L’operatore pubblicizza un canone mensile “tutto incluso”, ma all’interno di quella cifra ci sono in realtà due o tre voci distinte: il servizio di connettività, il contributo di attivazione rateizzato e il costo del modem a rate. La scheda sintetica del contratto riporta tutte queste voci, ma non sempre viene letta con attenzione prima della firma.
Alcuni operatori comunicano unicamente il valore del canone mensile complessivo, senza specificarne la composizione nel materiale pubblicitario. Ciò non è necessariamente illegale, ma può creare aspettative errate nel cliente. Il risultato è che molti utenti scoprono di pagare inconsciamente il router Wi-Fi a rate solo quando guardano la fattura con attenzione o quando vogliono cambiare operatore e si trovano a dover saldare le rate residue.
Se vuoi evitare queste spiacevoli scoperte in fase di scelta, ti conviene confrontare le offerte con attenzione prima di firmare qualsiasi contratto. La nostra sezione dedicata alle offerte internet per casa su Offertasuper.it ti mostra le proposte disponibili nella tua zona con un dettaglio chiaro sulle condizioni economiche.
Questa è una delle situazioni più frequenti e, purtroppo, anche una delle più frustranti. Hai un modem compatibile con la tecnologia offerta (FTTC o FTTH), non hai bisogno di un dispositivo nuovo, lo dici esplicitamente all’operatore o al consulente, eppure il contratto prevede comunque la rata mensile per il modem.
In linea teorica, il diritto di usare un proprio apparato terminale è sancito dalla normativa europea (Regolamento UE 2015/2120 e successive interpretazioni AGCOM). Il cliente ha il diritto di collegare alla rete qualsiasi dispositivo conforme agli standard tecnici, senza essere obbligato ad acquistarne uno dall’operatore. In pratica, però, alcune offerte sono strutturate in modo da rendere la rata modem non separabile dal pacchetto: viene presentata come condizione obbligatoria per accedere alla promozione, non come servizio accessorio opzionale.
La cosa da fare in questi casi è chiedere per iscritto, prima della firma, se esiste una versione dell’offerta senza il modem in dotazione. Alcuni operatori la prevedono, ma non tutti. Se non è possibile escluderla, valuta se la convenienza complessiva dell’offerta regge comunque il confronto con le alternative, tenendo conto del costo totale nel periodo di vincolo.
E ricorda che il modem non è l’unica spesa non richiesta in bolletta. Per approfondire il tema, puoi leggere anche la nostra guida sugli addebiti illegittimi in bolletta e come ottenere rimborsi, dove trovi consigli concreti per contestare voci non autorizzate.

Qui entra in gioco la parte economicamente più rilevante. Se decidi di recedere dal contratto prima che le rate del modem siano terminate, l’operatore ha il diritto di chiederti il saldo delle rate residue. Questa voce si aggiunge all’eventuale contributo di disattivazione (che per legge non può superare il valore di una mensilità dell’abbonamento).
Facciamo un esempio pratico: modem da €150, rateizzato in 48 mesi a €3,12 al mese. Se recedi dopo 18 mesi, le rate residue sono 30, per un totale di circa €93 da saldare in un’unica soluzione. A questa cifra si aggiunge il contributo di disattivazione. Il conto può rapidamente raggiungere i €100-130, una cifra che può sorprendere chi non aveva considerato questa voce al momento della firma.
Il tuo diritto, in caso di recesso, è di poter scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione o il mantenimento della rateizzazione fino alla scadenza naturale. Quest’ultima opzione è spesso più conveniente perché ti permette di distribuire la spesa nel tempo anche dopo aver cambiato operatore. È importante specificarlo nella comunicazione di recesso!
Se ti ritrovi a pagare il modem a rate senza averlo mai richiesto (o senza averlo ricevuto), il primo passo è contattare il servizio clienti dell’operatore per iscritto, preferibilmente via PEC o raccomandata A/R, così da avere traccia della comunicazione. Nella contestazione indica la data del contratto, la voce addebitata e il motivo della contestazione.
Se l’operatore non risponde o respinge la richiesta senza motivazione valida, puoi presentare un reclamo formale ad AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) oppure rivolgerti al Corecom della tua regione per avviare un tentativo di conciliazione, che è obbligatorio prima di procedere in via giudiziale. La procedura è gratuita e può essere avviata online.
Una buona alternativa, se stai valutando di cambiare operatore proprio per evitare questo tipo di problemi, è anche confrontare le offerte per la fibra a casa verificando preventivamente le condizioni sul modem prima di sottoscrivere il nuovo contratto. Sapere in anticipo cosa stai pagando è il modo migliore per non dover contestare nulla in seguito.
Il tema del modem a rate tocca più situazioni diverse, con conseguenze differenti a seconda di come è strutturato il contratto e di quando ti accorgi del problema. La tabella qui sotto raccoglie i casi più comuni con le azioni consigliate.
| Situazione | Cosa fare |
| Modem incluso a rate nell’offerta | Verifica il dettaglio in scheda sintetica; valuta se conviene aspettare la fine del vincolo |
| Modem mai richiesto ma addebitato | Contatta il servizio clienti per iscritto; segnala ad AGCOM se non ottieni risposta |
| Possiedi già un modem compatibile | Chiedi esplicitamente di non attivare la rata modem prima di firmare |
| Recesso anticipato con rate residue | Puoi pagare in un’unica soluzione o mantenere la rateizzazione fino a scadenza naturale |
| Vuoi cambiare operatore | Controlla le rate residue e scegli il momento giusto per risparmiare |
In sintesi, le regole d’oro sono tre:
Un controllo di pochi minuti prima della firma ti evita mesi di bollette più alte del previsto e complicazioni in caso di recesso.

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Nato dall'incontro tra tecnologia avanzata e il desiderio di aiutare le persone a trovare le migliori offerte internet, OffertaMan è il supereroe moderno di cui ogni famiglia ha bisogno. Scoperto tra i cavi di una centrale internet, OffertaMan ha acquisito poteri straordinari grazie a un incidente misterioso con una super rete in fibra ottica.
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